Budapest a piedi

09 giugno

Tre giorni e mezzo per esplorare Budapest rigorosamente a piedi: da Buda a Pest, da Obuda alla collina di Gellért, passando per l'Isola Margherita. Ecco il mio itinerario!


Budapest itinerario a piedi

Finalmente, dopo tanto tempo, eccomi di nuovo zaino in spalla, sola, con la guida della città, destinazione Budapest: partenza sabato pomeriggio, ritorno a Roma mercoledì pomeriggio.

Tre giorni e mezzo per un itinerario alla scoperta della città che ho deciso di fare solamente a piedi. Lontano da Roma vuol dire anche lontano dal traffico e dagli stressanti mezzi pubblici, quindi nessun autobus, tram o metropolitana, se non per la trasferta dall'aeroporto all'ostello.

In Ungheria la moneta non è l'euro ma il fiorino ungherese, per cui prima cosa da fare giunti all'aeroporto di destinazione: cambiare i soldi.
L'aeroporto non è molto distante dal centro città: il biglietto combinato autobus+metropolitana costa 530 fiorini (circa 1,70 euro), e appena usciti dal terminal si trova la fermata dell'autobus n200E che porta fino al capolinea della metropolitana linea blu (n3) Koobanya Kispest. Da lì sono solo pochi minuti fino al centro.

Budapest a piedi: giorno 1

Il mio itinerario inizia la domenica di buon ora. Visto che volevo fare tutto a piedi, comincio con le tappe più lontane: Obuda e il Vasarely Museum. Una bella camminata di un'ora e mezza abbondante lungo la riva del Danubio, oltrepassando il Castello Reale, il Ponte delle Catene, la Chiesa barocca di Sant'Anna e l'Isola Margherita.

Budapest a piedi, ponte delle Catene

Il Vasarely Museum è classificato dal The Guardian tra i musei più belli e sconosciuti d'Europa. Victor Vasarely è un artista ungherese degli anni Sessanta fondatore del movimento della Optical Art, e l'ideatore del marchio a rombo stilizzato della Renault.
Uscita dal museo vado in esplorazione di Obuda, quartiere dai grossi palazzoni moderni, ma che nasconde un'isola vintage a Fo Tér, piazzetta dove si ha l'impressione di respirare un'aria di altri tempi.

Budapest a Piedi - Fo Tér

Ritorno sui miei passi verso il centro città, ma è d'obbligo una deviazione con pausa gelato all'Isola Margherita, affollata di gente e turisti in quella calda giornata di sole.
Recuperate le energie mi incammino verso Buda, quartiere storico dominato dal Castello, oggi la zona più turistica.

Budapest a piedi, bastione dei pescatori

Una bella salita e si arriva al Bastione dei Pescatori, uno dei principali punti panoramici della città. Il Bastione è un'architettura neoromanica, omaggio ai pescatori che nel Medioevo proteggevano la città; le sette torri simboleggiano le sette tribù magiare conquistatrici.
Proprio lì di fronte la chiesa di San Mattia merita una visita (ingresso a pagamento a 1400 fiorini) per ammirare l'interno decorato in stile Art Nouveau.
Termino la prima intensa giornata dirigendomi verso il Castello di Buda, oggi sede della Galleria Nazionale Ungherese, del Museo della Storia di Budapest e della Casa Reale del Vino.

Budapest a piedi: giorno 2

Il secondo giorno è lunedì 25 maggio, giorno di Pentecoste, e ricordate che in Ungheria questa è una giornata di festa nazionale, per cui negozi e molti servizi sono chiusi o ridotti.
Giornata ideale per le terme! I Bagni Gellért si trovano nella omonima collina; l'ingresso è di 5500 fiorni per l'intera giornata (circa 16 euro) e si ha accesso alla piscina all'aperto, alle quattro piscine termali, e alla sauna.
Esco dalle terme bella carica per affrontare un'altra bella camminata in salita fino alla cima della collina Gellért dove si trova dal 1947 la Statua della Libertà, uno dei simboli della città, che impugna fiera una foglia di palma, a ricordare la liberazione di Budapest a opera dell'Armata Rossa.
La Statua della Libertà domina imponente dall'alto dei suoi 14 metri e questo è veramente il punto panoramico più bello della città, letteralmente a 360 gradi su Pest e su Buda, da nord a sud.
Peccato avere in quel momento la batteria scarica del telefono, e accorgersi di aver anche dimenticato la batteria della macchina fotografica in carica in ostello!
Ai piedi della collina si trova la Chiesa nella Roccia, un piccolo ambiente scavato nella roccia molto suggestivo, definito santuario nazionale espiatorio, fondato nel 1250, chiuso durante il comunismo e riaperto nel 1986. Un luogo a cui gli ungheresi tengono particolarmente, molto frequentato dai locali per la preghiera (visitabile con audioguida inclusa a 600 fiorini, circa 2 euro).

Budapest a piedi, chiesa nella Roccia Gellert


Budapest a piedi: giorno 3

L'ultima parte del viaggio è dedicata alla scoperta di Pest, la parte più viva e moderna della città.
Inizio dal Viale Andrassy, consigliato in tutte le guide, patrimonio Unesco, la zona che ha caratterizzato Budapest come la "Parigi dell'est". Durante la passeggiata si incontrano il Teatro dell'Opera e il Museo del Terrore. Quest'ultimo spicca in mezzo ai bei palazzi del viale: un edificio grigio, tetro, quartier generale delle Croci Frecciate naziste prima, e poi della polizia segreta comunista. Ad accogliere i visitatori la scritta “TERROR” che dall'alto del cornicione in metallo traforato si riflette a terra. Il museo vuole raccontare la memoria dei regimi totalitari che hanno fortemente segnato la storia recente di Budapest e dell'Ungheria, all'interno di uno dei luoghi che fu tra i più terribili teatri.

Budapest a piedi, Museum Terror

Il viale Andrassy termina nella scenografica Piazza degli Eroi, dominata dall'Arcangelo Gabriele con le ali spiegate che impugna la corona ungherese; ai suoi piedi il principe Arpad e i capi delle sette tribù magiare; alle sue spalle gli eroi della patria.
La piazza si apre sul secondo polmone verde della città dopo l'Isola Margherita: Varosliget, il Parco Civico, con il suo fiabesco Castello di Vajdahunyad, in stile eclettico costruito inizialmente in legno per l'esposizione nazionale ungherese del 1896 e poi in pietra.


Ritorno indietro verso il Danubio e il resto della giornata la dedico a Belvaros, l'anima di Pest dove si trovano il maestoso Parlamento, la Basilica di Santo Stefano, e Vaci utca, la via dello shopping.

Budapest a piedi, Parlamento

Se vi trovate da quelle parti, concedetevi qualche minuto per scendere lungo la riva del Danubio, proprio sotto al Parlamento, ad osservare l'installazione realizzata nel 2006 dallo scultore Gyula Pauer, a ricordo degli ebrei qui assassinati e gettati nelle acque del fiume tra il 1944 e il 45, ad opera dei nazisti del partito delle Croci Frecciate.
Una serie di paia di scarpe fissate nel cemento per sempre, manterranno la memoria di fatti che non dovranno più ripetersi.

Budapest a piedi, Gyula Pauer

Budapest a piedi: giorno 4

Anche la terza giornata termina con diversi kilometri ben macinati. 
Mi restano poche ore il quarto giorno prima della partenza: ultima tappa, la Grande Sinagoga e il ghetto.
A Budapest ci sono diverse sinagoghe, per lo più concentrate in quest'area, ma la Grande Sinagoga è la principale, la più grande in Europa, e seconda al mondo dopo quella di New York, visitabile con una guida interna (anche in italiano; il biglietto è di 3600 fiorini, circa 11,50 euro).
All'esterno si trova il cimitero, dove vennero sepolte oltre 2200 persone in quattro fosse comuni: solo una parte dei cadaveri degli ebrei deceduti durante i 56 giorni in cui il ghetto venne chiuso completamente da un muro.
La visita termina con il celebre salice piangente in metallo, opera di Imre Varga, dedicato agli ebrei ungheresi uccisi durante il nazismo, sulle cui foglie sono incisi 3000 nomi. Nel Memoriale dei Giusti si ricordano i nomi di quelle persone che si sono distinte per aver aiutato in qualche modo gli ebrei, tra cui il nostro Giorgio Perlasca.

Budapest a piedi, Grande Sinagoga

Ecco la mia proposta di itinerario di miei tre giorni (e mezzo) a Budapest, dedicati alla scoperta della città a piedi: l'essenziale per conoscere la città e le sue strade, senza spendere troppo tempo dentro ai musei. Qualsiasi suggerimento aggiuntivo è sempre ben accetto!

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5 commenti

  1. Mi sono salvata il post perché anch'io andrò con la mia famiglia a Budapest quest'estate :) La mia Routard l'ho già letta ma seguirò anche i tuoi consigli!
    Che nervi quando si esauriscono le batterie di ogni cosa nello stesso momento!

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    Risposte
    1. Anche io avevo la Routard, un'edizione del 2013. Se hai la stessa, i prezzi dei musei non sono aggiornati, sono leggermente più alti rispetto a quelli che trovi scritti lì.

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    2. Idem, anche la nostra è del 2013. Grazie per l'info :)
      (e perdona il ritardo nella risposta ma io finisco puntualmente per dimenticarmi dove ho commentato e che cosa :P )

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  2. Splendido post su una città davvero bella ed interessante. Devo andarci prima o poi, mi ispira davvero tanto :)

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