Civita di Bagnoregio

09 settembre

Civita di Bagnoregio è un borgo in provincia di Viterbo che, per la sua precaria situazione in mezzo alla valle dei calanchi, è soprannominata “la città che muore”.

Civita di bagnoregio

In realtà è un borgo vivo e attivo dove i residenti si danno da fare per conservare questo piccolo gioiello della Tuscia.


Siamo nel nord del Lazio, tra il lago di Bolsena e la valle del Tevere, in un'area dove il territorio tufaceo in superficie e argilloso nello strato sottostante, sta subendo un fenomeno di forte erosione che crea questo tipico paesaggio, quello dei calanchi, dove le colline si presentano frastagliate e fortemente solcate.
Civita di Bagnoregio si divide tra Bagnoregio, il centro cittadino moderno, e l'antico Borgo di Civita, in cima alla collina tufacea, che oggi si può raggiungere soltanto attraverso un ponte di cemento costruito negli anni Sessanta.

Civita adesso è più che altro un'attrazione turistica, che si può osservare da lontano immersa nel suo territorio, o la si può esplorare passeggiando per le sue viette interne dopo aver attraversato a piedi il lungo ponte.

Civita di Bagnoregio dal ponte

Ma quando venne fondata 2500 anni fa dagli etruschi, la sua situazione era diversa: aveva più accessi, era situata in una zona ben difendibile, e la posizione era favorevole per il commercio. 
Secondo la leggenda Desiderio, re dei Longobardi, guarì dalla malattia grazie agli effetti benefici delle acque termali di Balneum Regis, antico nome di Bagnoregio.
Tra Medioevo e Rinascimento la cittadina vive un grande fermento politico e culturale: prima comune indipendente, poi sotto il dominio della Chiesa; occupata nel XII secolo da Enrico IV figlio di Federico Barbarossa; nel Quattrocento fortemente influenzata dal controllo dei Monaldeschi di Orvieto.
È nel 1695 che inizia l'abbandono della città da parte dei suoi abitanti a causa di un forte terremoto che provocò gravi danni alle strade e agli edifici. Nei secoli successivi, il susseguirsi dei fenomeni sismici e di erosione non migliorò la situazione, e Civita piano piano si trasforma in un luogo isolato che vive di una propria surreale atmosfera.

Delle cinque porte di accesso oggi resta solo la Porta di Santa Maria, che si apre alla fine del ponte. Una volta entrati dentro le mura si prosegue camminando sino alla piazzetta principale dove si affaccia la Chiesa di San Donato e diversi (forse anche troppi) negozi di souvenir. Non resta che passeggiare lungo le viette, le salite e le discese; entrare nei piccoli cortili; addentrarsi nelle grotte arredate con gli antichi oggetti d'uso quotidiano; fermarsi nei punti panoramici ad osservare il paesaggio circostante.

Civita di Bagnoregio, piazza

Civita di Bagnoregio è la meta ideale per la gita fuori porta, lontano dal traffico e dal rumore dei motori. All'interno delle mura del borgo tutte le attività, seppur non invadenti sul paesaggio e sulle architetture storiche, ruotano attorno all'accoglienza dei turisti.
Civita oggi è fragile, non può reggere la quotidianità della vita moderna, ma vuole comunque farsi conoscere ai forestieri amanti del turismo lento e sostenibile.

Il borgo di Civita è raggiungibile solamente a piedi da Bagnoregio, dove si può parcheggiare la macchina o da dove si può in alternativa usufruire del servizio navetta.

Per sostenere la conservazione del borgo storico, l'accesso al ponte è a pagamento di 1,50 euro.

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