Il Sacro Bosco di Bomarzo

27 ottobre

A Bomarzo, in provincia di Viterbo, si trova un monumento unico al mondo: il Sacro Bosco, il parco popolato da fantastici mostri che riuscì a stregare persino il genio folle di Salvador Dalì.

parco dei mostri Bomarzo


Bomarzo è un piccolo centro abitato di poco più di 1000 abitanti nell'alto Lazio, distante circa 20 km da Viterbo, quasi a ridosso del confine con l'Umbria.

Il Sacro Bosco di Bomarzo racchiude attorno a sé un'aura di mistero fin dalla sua fondazione, e seppur in rovina, anche nei secoli successivi mantenne questo fascino che fu di ispirazione per letterati, artisti e registi come Salvador Dalì, Jean Cocteau, Niki de Saint Phalle e Michelangelo Antonioni.

parco dei mostri bomarzo

Pierfrancesco Orsini, soprannominato Vicino, fu il committente di questo monumento, e Pirro Ligorio l'architetto che lo eseguì negli anni 40 del Cinquecento.
Vicino ebbe una prestigiosa carriera nell'arte della guerra, ma fu anche grande umanista e conoscitore della filosofia. Ben presto inizia a disdegnare la carriera militare e l'ipocrisia della vita pubblica, sentimento che si acuisce alla morte della moglie Giulia Farnese. Decide quindi di ritirarsi a Bomarzo dove restò fino alla morte e vi condusse uno stile di vita libertino e dedicato allo studio letterario e filosofico.

parco dei mostri bomarzo

Dopo aver fatto costruire il suo palazzo, che ancora svetta in cima al centro abitato, risistemò le pendici della collina trasformandole in un anfiteatro naturale per ospitare il suo “Boschetto”, luogo che dedicherà alla meditazione e ai piaceri del corpo e della mente.
Il Sacro Bosco di Bomarzo nulla ha a che vedere con i coevi giardini rinascimentali all'italiana, geometrici e ordinati: si entra all'interno di un percorso sinuoso intervallato da una serie di enormi sculture ricavate dai grandi massi di peperino.
Se si cerca un nesso logico a tutto ciò che si incontra in questo luogo, la risposta è già data da una sfinge all'ingresso:
"tu ch'entri qua pon mente
parte a parteet dimmi poi se tante maravigliesien fatte per inganno o pur per arte"

Una balena, una tartaruga gigante, una maschera dalla bocca spalancata con tavolo e sedie dentro, Pegaso, Nettuno, un elefante, un drago... La passeggiata si snoda attraverso figure enigmatiche, mostruose, mitologiche, e giochi illusionistici come la celebre casa pendente.

Parco dei Mostri Bomarzo_casa pendente

Mappa alla mano, il percorso prosegue intervallato da motti e versi misteriosi che vogliono stupire il visitatore lasciando una sensazione mistra tra sogno, spaesamento e divertimento.
L'ultima tappa del percorso è il tempio oggi dedicato ai coniugi Bettini che nel XX secolo si adoperarono per riportare in auge il Sacro Bosco fortemente danneggiato e bistrattato nel corso dei secoli precedenti.

Il Sacro Bosco di Bomarzo è aperto tutti i giorni dell'anno a partire dalle 8.30 del mattino fino al tramonto. Il biglietto d'ingresso è di 10 euro.

Avendo a disposizione l'intera giornata si può approfittare per un mini itinerario nella Tuscia unendo la visita al Sacro Bosco di Bomarzo con pranzo e passeggiata nell'antico borgo di Civita di Bagnoregio, raggiungibile in macchina in non più di 40 minuti.

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