La città morta di Canale Monterano

25 ottobre

La Riserva Naturale di Monterano custodisce le affascinanti rovine dell'antica città morta alla fine del Settecento sotto i saccheggi delle truppe francesi. Quando le architetture in rovina di Gian Lorenzo Bernini sono più belle delle sue opere più note!

città morta di Canale Monterano, Gian Lorenzo Bernini

La Città Morta di Canale Monterano si trova nel Lazio, a est del Lago di Bracciano, tra i monti della Tolfa e i Monti Sabatini. Le rovine dell'antica città oggi sono tutt'uno col paesaggio naturale circostante e fanno parte della Riserva Naturale Regionale di Monterano, ma dal Quattrocento al Seicento la situazione doveva essere ben diversa se un maestro del calibro di Gian Lorenzo Bernini venne chiamato in città per lavorare al Palazzo Ducale e alla Chiesa.

L'antica Manturanum si trovava in una buona posizione lungo la viabilità che collegava Roma alla Toscana. Costruita su un'altura a scopo difensivo, a pochi passi dal lago di Bracciano e non troppo distante dal mare, sembrava un gioiello invitante, contesa dalle più importanti famiglie della zona: prima gli Anguillara nel Quattrocento, poi gli Orsini nel Cinquecento, infine gli Altieri nel Seicento furono padroni di questo luogo e col tempo lo resero bello e autosufficiente.
Emilio Bonaventura Altieri, salito al soglio pontificio con il nome di Clemente X, chiamò a lavorare nell'antica Monterano uno degli artisti e architetti più importanti del suo tempo, Gian Lorenzo Bernini, grazie al quale la città giunse all'apice del suo splendore.
Ma anche per una piccola oasi, come fu l'antica Monterano, arrivano i tempi più bui: prima la malaria, poi una contesa coi vicini cittadini di Tolfa e il saccheggio da parte delle truppe francesi al servizio della Repubblica Romana nel 1799, portarono al tramonto questa piccola comunità che mai più riuscì a rinascere.

Arrivare alla Città Morta di Monterano non è facile coi mezzi pubblici, meglio avere un proprio mezzo di trasporto.
Per chi arriva da Roma, bisogna dirigersi verso nord, prendere la Braccianese, superare Bracciano fino a Manziana, e al bivio seguire le indicazioni per Canale Monterano. Quest'ultima è la cittadina moderna da dove parte la strada per le rovine (esattamente la stradina a sinistra della chiesa principale).

antica città di Monterano, acquedotto
Antica città di Monterano, acquedotto
La passeggiata tra le rovine dell'antica città di Monterano è un vero piacere. 
Dal parcheggio inizia il sentiero che in poco più di 200 metri dirige alle prime rovine: sulla destra si vedono le arcate dell'acquedotto realizzato nel XVII secolo. Lungo le pendici tufacee della collina sono visibili resti di sepolture di epoca etrusca riutilizzate come cantine nei secoli successivi.
Proseguendo dritto si inizia ad intravedere in lontananza la grande facciata della Chiesa di San Bonaventura, con annesso monastero e la fontana ottagonale. L'imponente facciata oggi è lì, con un foro in mezzo al timpano come un occhio cieco, ma chissà la sua bellezza subito dopo che Gian Lorenzo Bernini ebbe terminato il suo lavoro. Doveva essere a pianta centrale con due campanili e una copertura ottagonale.

Antica città di Monterano, fontana Bernini
Antica città di Monterano, la fontana del Palazzo Ducale progettata da G.L. Bernini
Tornando indietro e salendo la collina si arriva a quello che doveva essere il centro abitato, dominato dal Palazzo Ducale, il capolavoro del Bernini nell'antica città di Monterano. Nel 1679 il nostro architetto, dopo aver lavorato al convento di San Bonaventura, si mette all'opera nel Palazzo, risistema l'intero edificio e decora la facciata meridionale con la fontana sormontata dal leone. Dalla zampa della bestia, nell'atto di muovere il terreno per far uscire l'acqua, zampillava il getto d'acqua con un effetto a cascata lungo le rocce addossate alla parete del Palazzo.

Antica città di Monterano, chiesa di San Rocco
Antica città di Monterano, chiesa di San Rocco
Accanto al Palazzo Ducale è ancora ben individuabile la chiesa di San Rocco e, al lato opposto della piazza, i ruderi inglobati nella vegetazione dell'antica cattedrale di Santa Maria Assunta.
Sono visibili ancora anche le rovine di altre architetture come il granaio e la Porta Gradella, uno dei tre accessi alla città.

Ma le rovine dell'antica città di Monterano sono immerse in una riserva naturale, nonché in una zona che gode di una secolare attività mineraria, soprattutto legata allo zolfo. Quindi perché non seguire anche il percorso naturalistico? Tornando verso il parcheggio, poco dopo l'acquedotto sulla destra, inizia un sentiero che scende fino alla solfatara e prosegue lungo il torrente, per raggiungere la Cascata della Diosilla.

Riserva Naturale Monterano, solfatara
Monterano, solfatara

L'accesso alla città morta di Monterano, alla riserva naturalistica e ai suoi sentieri è gratuito, basta armarsi di scarpe buone per camminare e di entusiasmo per godersi una passeggiata unica nel Lazio.

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3 commenti

  1. Meraviglioso!!!
    Scoprire angoli nuovi di questa irresistibile Italia...Trovo questo blog davvero interessante.
    Mi piacerebbe avere alcuni consigli su un viaggio d'istruzione da fare con i miei alunni di classe terza
    in quest'anno scolastico.
    Spero in un suggerimento. Ciao.

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    1. Grazie Antonella per il magnifico comlimento! Mi fanno troppo piacere commenti di questo tipo! Riguardo al viaggio d'istruzione, dovrei prima sapere quando pensa di farlo, e che impronta vorrebbe dare: archeolgia, natura, arte, città, fuori città? Puoi scrivermi a questo indirizzo mail claudia.artandtravel@gmail.com per darmi queste informazioni e possiamo pensare a un bell'itinerario. A presto!

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  2. Ti scriverò presto. Per ora grazie di avermi risposto.
    Buona giornata!

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